Babymio intervista la scrittrice e mamma Giorgia Cozza

Intervista di E. Cristofori, titolare di babymio.it e kinkilia-diapers.com

Emilia: ho conosciuto Giorgia Cozza attraverso i suoi libri quando ero in attesa dei miei due bimbi ed è stata fonte per me di grande ispirazione.
Per questo, quando una comune amica, Ilaria Magrinelli del Centro per la donna e la maternità “Gaia” di Soave – VR, ci ha messe in contatto, ho pensato di chiederLe di rispondere, per la gioia delle lettrici del blog di babymio, ad alcune semplici domande!

Inizia così questa piccola intervista che mi ha reso davvero contenta e soddisfatta per la gentilezza di Giorgia che si è subito prestata a questa mia “inusuale” idea…

E.: Cara Giorgia, prima di tutto grazie per aver accettato di parlare di te e della tua esperienza di madre e scrittrice di successo!

1 Come nasce la tua voglia di scrivere di maternità, prima infanzia ed ecologia?

Giorgia: credo sia stata il risultato dell'”incontro” tra vita professionale e personale. Quando ho iniziato a scrivere di argomenti legati alla maternità era nata da pochissimo la mia terza bambina. Facevo la giornalista da parecchi anni ormai, ma mi occupavo di tutt’altro.
Ho iniziato a collaborare con alcuni mensili specializzati per genitori, poi è arrivato il primo saggio per future e neomamme e da lì ho continuato ad approfondire, appassionarmi, scrivere.

2 Bebè a costo zero è uno dei libri più letti dalle mamme italiane ecologiste e attente all’educazione dei propri figli degli ultimi anni; senti la responsabilità di averle in qualche modo guidate ed ispirate?

Giorgia: sicuramente provo una grande emozione. Quando una mamma che ha letto “Bebè a costo zero” o qualche altro mio libro mi scrive per salutarmi e per raccontarmi qualcosa di lei, dei suoi bambini, della sua esperienza…è davvero bello. E’ un dono. E’ difficile spiegarlo a parole, c’è come un filo invisibile che ti lega a tante persone che si sono trovate in sintonia con quello che hai scritto. Ed è interessante constatare come ognuno trova qualcosa di diverso nelle stesse pagine. Per qualche genitore si tratta di conferme di quanto già sentiva, per qualche genitore di spunti nuovi a cui ancora non aveva pensato. Un libro può essere un buon alleato lungo il cammino. E in qualche caso può addirittura essere un punto di partenza. Verso nuovi sentieri, magari meno conosciuti, meno battuti, ma che sentiamo più nostri, più giusti per la nostra famiglia.

3 Come vivi nel privato la maternità e la famiglia?

Giorgia: con grande riconoscenza verso la vita. Sento come un privilegio la possibilità di crescere ogni giorno un po’ più insieme ai miei quattro figli, tra momenti felici e momenti un po’ difficili, entusiasmo, nuove scoperte, fatica, allegria…Sì insomma, faccio del mio meglio, come tutte le mamme. Qualche volta il mio meglio funziona bene, qualche volta meno. Ma l’amore è una buona guida e un buon compagno di viaggio.

4 Hai scritto un bellissimo libro sui pannolini lavabili; so che sei una sostenitrice di questo prodotto come del resto lo sono io. Credi che in Italia riusciremo a riportare i genitori sulla strada del pannolino in stoffa anche se questo presuppone un esborso economico iniziale maggiore rispetto agli usa e getta? Spesso i genitori sono frenati dall’acquisto iniziale del kit pensando che se poi non saranno in grado di utilizzare al meglio il pannolino avranno speso soldi per niente.

Giorgia: ho amato moltissimo i pannolini lavabili e credo sia una strada che merita di essere presa in considerazione. Non possiamo sostenere che sia quella giusta per tutte le famiglie, perché ogni famiglia ha la sua storia, le sue esigenze, le sue preferenze, ma è una storia interessante, vale la pena informarsi e magari fare un tentativo. Investire molto in qualcosa che non si conosce in effetti può spaventare, se si hanno dei dubbi si può procedere per piccoli passi, magari acquistando un paio di modelli per cominciare, per farsi un’idea! Ci sono famiglie che usano i lavabili con grande soddisfazione sin dalla nascita del loro bambino e famiglie che iniziano gradualmente, alternando con gli usa e getta. Molti genitori sono rimasti piacevolmente sorpresi nello scoprire che usare i lavabili non era impegnativo come temevano, se ne sono innamorati e hanno detto addio agli usa e getta. Altri li hanno usati solo in certi momenti della giornata. Altri ancora hanno constatato che non era la soluzione giusta per loro. Ogni genitore deve trovare la sua “formula”, quella che meglio risponde alle esigenze di tutta la famiglia.

5 Pensi che la crisi economica abbia un po’ frenato la voglia di cambiamento e di optare per uno stile di vita più sano ed ecologico nelle famiglie italiane?
Sono domande che mi pongo anche io dopo 11 anni di attività in questo settore che adoro ma che è complicato e che passa un messaggio difficile e spesso travisato da chi vuole convincere i genitori a non tentare nemmeno un cambio di rotta verso una strategia educativa che alla lunga secondo me ripaga in ogni senso. Spendere all’inizio ma smettere di consumare in modo indiscriminato è sicuramente una cosa bellissima e che dovrebbe toccare ogni genitore responsabile.

Giorgia: questa è una bella domanda. In realtà penso che la crisi per molti genitori sia servita come stimolo per riflettere sulle proprie scelte, per iniziare a consumare in modo più consapevole e più critico, per riscoprire soluzioni fai da te che oltre a costare meno (o non costare affatto) non inquinano e rispondono molto bene ai bisogni – quelli veri – dei nostri bambini.
Per tornare all’esempio dei lavabili, ci sono famiglie che li hanno presi in considerazione proprio per risparmiare e poi hanno avuto modo di apprezzare i vantaggi per la pelle e il benessere del bambino e sono stati contenti di non aver prodotto quintali di rifiuti difficili da smaltire (gli usa e getta restano sul conto del Pianeta per circa 500 anni!). Ma il discorso vale anche per le altre esigente dei bambini che possono essere soddisfatte senza comprare, spendere, inquinare.

6 Che consiglio daresti alle madri in attesa del primo figlio?

Giorgia: di godersi il periodo dell’attesa. Di allenarsi ad ascoltarsi e fidarsi di se stesse. Quando nasce un bimbo nasce anche una madre, è una grande avventura, che a volte può fare un po’ paura, ma abbiamo tutte le carte in regola per essere le migliori mamme possibili per i nostri bambini. E poi l’informazione. L’informazione è importante per poter fare scelte consapevoli. E per capire cosa aspettarsi, qual è la normalità con un bimbo piccolo. Normalità che il più delle volte non è quella che ci mostra la pubblicità con bebè che mangiano (poche volte al giorno in orari prestabiliti), dormono (tutta la notte) e sorridono felici dalla loro sdraietta. Sapere che un bimbo ha bisogno di tanto contatto, vicinanza, rassicurazione, che alcuni risvegli sono fisiologici, che sarà impegnativo – ma meraviglioso! – è utile per superare i dubbi (sarà normale? Starò sbagliando qualcosa?) e non dare troppo peso ai giudizi di parenti, amici, conoscenti e sconosciuti incontrati per strada che si sentiranno in dovere di dirvi come dovreste accudire il vostro piccino. Ad essere mamma si impara di giorno in giorno, provando, sbagliando, riprovando, amando….Viva le mamme!

Emilia: grazie per aver risposto alle mie domande e grazie per il tuo splendido lavoro!

Giorgia: grazie a te Emilia, è stato un piacere “chiacchierare” con te e con i genitori che seguono il sito babymio.it

Giorgia, oltre a “Bebè a costo zero” ha scritto diverse pubblicazioni interessanti che vi consiglio: “Pannolini lavabili. Guida all’uso dei pannolini di tessuto dalla nascita al vasino”, Dis- connessi.
Editore “il Leone Verde”

Per maggiori informazioni sull’autrice o sui suoi volumi scrivetemi: emilia@babymio.it

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